Cena didattica: Il pesce e le sue cotture, al Ristorante Rubiani.

Cosa intendiamo per cottura? Cosa cambia dal punto di vista organolettico se una materia prima viene cotta in un modo o nell’altr10405598_1492868701001769_6449208570534721732_no?

Per questo evento abbiamo voluto sperimentare il gioco con una materia prima di base pregiata come il pesce. All’interno di questo mondo abbiamo selezionato solo alcune tipologie e deciso di prepararle in modo diverso per poter capire come le diverse cotture possano cambiare le peculiarità gustative. Crudità, frittura, alla piastra, forno, in salsa… saranno alcuni dei sistemi utilizzati per un excursus in questa tematica. Il vini proposti devono avere la peculiarità di pulire bene la bocca ed entrare con l’accostamento in modo armonico senza sovrastare in nessun modo i piatti che questa sera ne saranno i protagonisti.

Il menù della serata si presenta così:

Antipasto:

 – Gambero in tempura con salsa agrodolce piccante
– Polipo grigliato su patate al limone
– Carabineros su burrata in emulsione di frutto della passione
– Code di gambero in pasta filo

– In abbinamento con Franciacorta Saten, Barone di Erbusco, Chiara Ziliani

Primo:

– Torretta di riso venere in salsa corallo con capesante e gamberoni
– In abbinamento con San Vincenzo, Anselmi 2010

Secondo:

– Calamaroin crosta di pistacchi ripieno con suo fondo di cottura su coulis di pomodoro
– In abbinamento con Chardonnay “ I Feudi di Romans Azienda Agricola Lorenzon Enzo 2013

Dolce:

 – Piccolo pandoro con crema allo zabaione
-In abbinamento con Kabir Moscato di Pantelleria Donna Fugata 2006

A chi hai detto pero misso?

pereA grande richiesta oggi scopriamo il Pero Misso. Questo albero da frutto che troviamo solo nella nostra zona ossia la Lessinia è una varietà rara: oggi ne possiamo contare circa 200 piante. Il nome Misso deriva dal nostro dialetto e significa sovramaturato ad indicarne appunto il procedimento di “ammezzimento” cui è sottoposto.

Un frutto tutto da scoprire e valorizzare, anche perchè di casa nostra!

 

Leggi l’articolo completo usando questo link:
http://www.fondazioneslowfood.it/presidi-italia/dettaglio/3669/pero-misso-della-lessinia#.VH8FVmc9Qlo

Sold out per la prima cena didattica al Rubiani!

1911682_1487095078245798_3992117146748515983_nCena didattica: Le Bollicine. “Giocare con il cibo e con il vino? Si può… ma solo se si conoscono le peculiarità di ogni componente, allora diventa un gioco divertente. Con questa serata abbiamo voluto concludere una parte di un percorso didattico cimentandoci con gli abbinamenti alle bollicine. Sono state scelti degli spumanti che potessero rappresentare il panorama italiano della spumantizzazione costruendo per ogni vino un piatto che risultasse in equilibrio ma lasciando sempre più espressione alla bollicina, in sostanza abbiamo voluto mettere in risalto il vino per renderlo il vero protagonista della serata. Non abbiamo scelto nessuna pietanza a base di pesce anche per mostrare che con un vino di questa espressione si riesce ad accompagnare a tutta cena anche la carne. Speriamo vi sia piaciuta..” cit.

Lezione di abbinamento con i formaggi.

10410499_1485277725094200_9181351863815193454_nQuattro formaggi per l’assaggio: Asiago Dop Pressato, Brie, Parmiggiano Reggiano Dop oltre 30 mesi, Gorgonzola Piccante. Quattro vini per l’abbinamento: Lugana, Igt Veneto, Vino Passito Vin Santo e un Marsala Fine Ruby. Il gioco con in formaggi cambia utilizzando una marmellata, cambiano i parametri e cambia il vino di riferimento. Presentazione di una rara marmellata prodotta con sole giuggiole.

Una domenica a Verona: cosa abbiniamo al “lesso con la perà”?

E fi10418265_1481016708853635_6465739074762741973_nnalmente è arrivata la stagione! Cosa abbiniamo a questo meraviglioso piatto della tradizione veronese: il lesso con la pearà? Prima di tutto abbiamo detto tradizione per cui dobbiamo rimanere in zona e ci muoveremo in Valpolicella. Come è costruito il piatto? La pearà è ricca di parte grassa data dal burro e speziatura data dal pepe e in bocca rimane una parte datà dall’untuosità. La carne è povera di liquidi e sali minerali ma viene controbilanciata dal sale appena maginato in superficie. Ci servirà un bel rosso secco, di buona struttura e persistenza, con una mediocre tannicità e una buona presenza di alcol, perchè è importante sia controbilanciare il piatto sia avere una bocca pulita. Ed ecco che il gioco è fatto: Valpolicella Classico Superiore! Buona domenica!