Il primo corso sul vino per NON diventare sommelier… e capirci finalmente qualcosa. Corso di degustazione.

Volevamo creare un corso dedicato al mondo del vino che potesse essere al passo con i tempi, un corso democratico dove non ci fossero discriminazioni sui vini e per non esprimere giudizi negativi nè sulla filosofia nè sulla tecnica di realizzo ma solo sulla qualità del vino. Abbiamo creato una scheda semplice ma analitica che possa essere uno strumento efficace per analizzare il vino e arrivare ad esprimere un giudizio personale, perché alla fine è quello che conta, ossia un metodo oggettivo per giungere ad un’opinione soggettiva. Il corso serve proprio a risvegliare le nostre capacità olfattive e gustative per godere al meglio del prodotto vino e ampliare le proprie conoscenze sulle varie tecniche produttive, incrementando le proprie visioni con le diverse espressioni che sono presenti sul mercato. Grazie a vini, anche di diverse nazioni e ottenuti con tecniche molto particolari, avremo modo di conoscere, sempre un po’ di più, questo fantastico mondo. Un mondo fatto di territori, storia, antiche leggende insieme alla condivisione di amici che diventeranno compagni di viaggio. La scheda di valutazione è di nostra concezioni frutto di continue modifiche negli anni e nella nostra lunga esperienza.

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Un nuovo logo per guardare al futuro.

Dopo anni di meritato servizio abbandoniamo il vecchio logo per introdurre il nuovo. Un logo più semplice, più pulito, elegante e con alcune novità. Abbiamo inserito tre parole ad indicare i vari comparti che si sono aggiunti nel tempo. Quella che però non è mai cambiata è la nostra naturale passione verso il mondo del vino e la nostra volontà nel condividerla. La filosofia che è sempre stata alla base dei nostri corsi è evoluta in “Therapy”. Abbiamo aperto le nostre porte anche a tutte quelle aziende che avevano la necessità di approfondire le proprie conoscenze e ampliando la formazione ai propri collaboratori, nasce così “Coaching”. E infine il nuovo progetto: “Wine”. Wine è proprio un vino creato da noi, nato da un’idea molto semplice ma molto ambiziosa. Leggi tutto “Un nuovo logo per guardare al futuro.”

Petit Verdot: questo sconosciuto.

Sempre più spesso mi trovo ad assaggiare vini dove il Petit Verdot viene dichiarato come una componente fondamentale per il vino. Questo vitigno oggi sta sempre più prendendo piede in Italia e soprattutto in alcune zone specifiche. Quest’uva mi ha sempre affascinato per le sue caratteristiche specifiche e distintive, e devo dire che mi piacciono molto. Riesce a donare un colore rosso rubino intenso, con profumi speziati molto particolari e in bocca è pieno asciutto e soprattutto con un tannino ben presente ma mai sgarbato. Si presta molto all’invecchiamento, al taglio con altri vini a cui apporta colore e struttura.

Origine del nome. Ha una maturazione tardiva e per questo deve essere poco verde e molto matura. La traduzione dal francese è appunto “poco verde”. Leggi tutto “Petit Verdot: questo sconosciuto.”

Non chiamatelo Stilton!!!

Sembra lo Stilton, il famoso erborinato inglese ma non lo è, o meglio, se non fosse per il colore giallo, ma qualcosa li accomuna. Questo formaggio è chiamato Shropshire Blue nato in Scozia ed è stato creato dalle mani di Andy Williamson il quale lo caseificò ad Inverness nelle Highland. Williamson aveva imparato l’arte di produrre lo Stilton in un periodo in cui soggiornò nel Nottinghamshire. Il primo nome che diede a questo formaggio fu Inverness-shire Blue o Blue Stuart.

Lo Shropshire è un formaggio erborinato prodotto con latte vaccino pastorizzato e con caglio vegetale. La venatura proviene dall’aggiunta di penicillium roqueforti (oggi lo Shropshire viene prodotto da tutti i creatori di Stilton). Il colore caratteristico viene conferito dall’aggiunta, durante la cagliata di un colorante naturale chiamato annatto che è un carotenoide estratto dal fiore di una pianta spontanea di origini sudamericane e cioè la Bixa orellana . Leggi tutto “Non chiamatelo Stilton!!!”

Gli gnocchi di Verona e la ricetta che non esiste!

Quando arriva venerdì gnoccolar mi sento un pò più veronese del solito. Inizia a gennaio quando si ricerca il giono giusto e lo si mette in calendario. Qunado invece si entra nella settimana giusta scatta la ricerca delle materie prime che non devono assolutamente mancare. Il venerdì si magiano gli gnocchi e non esistono situazioni che possano far mancare questa tradizione. Quest’anno, purtroppo, dovrò tradire una parte della tradizione e non sarò presente a casa a mangiarli da mia mamma (solo una versione moderna della festa li vede serviti al ristorante, i puritani invece rigorosamente a casa!). Per questo motivo mi sono adoperato nel richiedere la segretissima ricetta di famiglia.

Credevo di vedere mia madre aprire un vecchio casseto del comò in salotto ed estrarre delicatamente la pergamena e invece nulla… solo un sorriso con risata soffocata. Leggi tutto “Gli gnocchi di Verona e la ricetta che non esiste!”