Abbinare un vino ad un cibo sembra semplicissimo o difficilissimo. Importante è saper analizzare in modo tecnico un cibo e un vino per poter individuare quelle che sono le peculiarità da poter porre in abbinamento. Nella prima lezione del corso
sull’abbinamento abbiamo incontrato il pesce. Il pesce di norma lo si abbina con un vino bianco. Si… ma quale? Il pesce è magro o grasso? Cotto al vapore o con altri ingredienti di condimento e aromatici? Servito con una salsa o con delle verdure? Risotto o semplice spagetto allo scoglio? Capire quelli che sono gli ingredienti base nella preparazione del piatto permette di effettuare un’analisi più precisa per capire se è meglio utilizzare un bianco semplice per una cottura al vapore, una bollicina se è presente una componente di olio, un vino strutturato se abbiamo un piatto più strutturato, o un vino maggiormente alcolico se abbiamo più parti grasse presenti. La scheda tecnica ci permette di non sbagliare e di valorizzare qualsiasi nostra creazione o scelta al ristorante.
Un ospite gradito: Alessandro Fabiano.
Marte
dì abbiamo conosciuto Alessandro Fabiano dell’Azienda Vinicola Fabiano che ci è venuto a trovare portando alcuni vini per la degustazione e l’abbinamento con il pesce. La presentazione aziendale ci è servita per capire meglio quali siano gli aspetti di marketing che spingono a valorizzare un vino per le diverse occasioni di consumo e i diversi target di riferimento e come si possano scegliere le diverse zone produttive per poter ampliare il proprio portafoglio di prodotto per incontrare quella domanda che viene determinata dal mercato. Diversi vini, diversi territori di produzione. Abbiamo assaggiato il Lugana Metodo Classico e il Lugana Argillaia capendo come a seconda delle loro caratteristiche intrinseche si accostavano meglio alle peculiarità dei piatti proposti (tutti a base di pesce). Illuminante è stato constatare l’effetto di detergenza data dalla bollicina. Effetto molto gradevole in piatti di pesce costruiti in modo semplice.
Visita alle Tenute Ugolini
Una giornata magnifica! Chi ha detto che in cantina si degustano solo i vini? Un ringraziamento speciale va alla cantina che grazie alla visita della struttura, il vigneto, la mostra di Pop Art ospitata all’interno e alla degustazione di tutti i prodotti accompagnati a salumi e formaggi tipici, hanno saputo rendere una giornata di sole in un’esperienza da ricordare sia per i prodotti d’eccellenza sia per l’ospitalità, un connubbio che oggi difficilmente si trova.
Analisi gustativa: un’insieme di molti parametri.
Nella degustazione arrivare all’analisi gustativa diventa una conquista. Se l’analisi visiva e olfattiva sono state eseguite correttamen
te, con attenzione e con dettaglio, dal gusto ci aspettiamo soprattutto delle conferme e diventa un gioco poter analizzare ciò che ci manca. Ciò che ci manca è il comportamento del liquido/vino in bocca. Sembrerebbe molto difficile ma invece ponendo attenzione alla risposta della nostra lingua, alla salivazione (liquida o limacciosa), al comportamento delle varie papille gustative riusciamo a chiudere il cerchio. Il bilanciamento o meno delle morbidezze (zucchero, alcol, glicerina) e durezze (acidità, tannino, sali) ci permette di completare la valutazione del vino e tirare le somme sul suo stato evolutivo e sulla sua qualità. Riprendere tutta la degustazione, infine, è il modo in cui possiamo giudicare la longevità di un vino ossia se va bevuto nel breve periodo, se non ha più senso berlo o se ce lo possiamo dimenticare in cantina. Tutta questa analisi è un sistema che ci serve, oltre per valutare il vino e conoscerlo, anche per valorizzare il nostro denaro e le nostre scelte negli acquisti.
L’incontro con l’enologo. Paolo Grigolli.
Martedì la presenza dell’enologo Paolo Grigolli è stata illuminante per capire una professionalità che il consumatore spesso può solo intuire. Da degustatori analizziamo il prodotto finale per poi ipotizzare cosa sia intervenuto prima nella formazione del vino. Carpirne alcuni segreti ci facilità la comprensione di un prodotto così articolato nella sua formazione. L’enologo è uno dei protagonisti di questo processo e per il successo di un vino si affianca all’influenza del territorio, della materia prima, del produttore… Tutto questo lavoro si traduce sempre negli aspetti visivi, olfattivi e gustativi che analizziamo. Il dott. Grigolli ha proseguito poi in una spiegazione dei diversi legni/botti e del loro utilizzo nella maturazione del vino; un argomento talmente interessante, affascianante e utile da aver reso la lezione molto attiva soprattutto nella degustazione dei campioni da lui portati. Nei tre vini si è potuto osservare come l’utilizzo diverso di legni e botti influenzi notevolmente aspetti visivi, olfattivi e gustativi. Un esempio: all’olfatto i tre vini erano totalmente diversi: uno aveva sentori di spezie delicate come la vaniglia, un altro aveva sentori fumati e più tostati come il caffè, il fumo del legno e l’ultimo aspetti più duri e agressivi come il pepe
