Non chiamatelo Marsala!

Non chia10530769_1471766506445322_3848566039504037062_nmatelo solo Marsala. Appena si evoca questo nome alcune sfumature negative vengono subito in mente, prima fra tutte il termine “marsalato” che come dice il dizionario fa riferimento a un vino ossidato, conservato male o troppo a lungo. E invece… ci troviamo difronte ad un vino incredibile. Un vino liquoroso per essere specifici, ossia un vino al quale è stato aggiunto alcol etilico, o mistella, o mosto concentrato o ecc. Questo Marsala Superiore Riserva Targa Riserva 1840 si presenta con un colore giallo ambra scuro e sfumature giallo ambra, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di fichi, caramello e mandorla seguite da aromi di rancio, confettura di albicocche, vaniglia, miele, marmellata d’arance, dattero, liquirizia e cuoio. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco alcolico e dolce, comunque equilibrato, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di confettura di fichi, dattero e mandorla. Marsala Superiore Riserva Targa Riserva 1840 matura per almeno 6 anni in botte a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Altro che connotazioni negative…

Un ospite gradito: Giambattista Ugolini.

10370798_1470422609913045_6203168412530210232_nIeri sera, al corso di “Tecnica della Degustazione” ci è venuto a trovare l’amico Giambattista Ugolini proprietario de Tenute Ugolini omaggiandoci per la degustazione del suo Valpolicella Classico e del suo Valpolicella Classico Superiore. Conoscere uno dei pochi produttori in Italia che utilizza la tecnica dela salasso è un’occasione più unica che rara. Questa tecnica permette, prima della fermentazione controlladola a basse temperature, di separare nel mosto la parte solida dalla parte liquida per poter estrerre da quest’ultima parte acquosa in modo da correggere la stagione. Ossia se la stagione è stata molto piovosa questa cantina ne sottrae fino ad un massimo del 30% totale, se molto secca fino a un massimo del 10%, ciò permette di ottenere un vino ricco di colore e con maggiori e accentuate sfumature odorose e gustative: un Valpolicella Classico come pochi. Una tecnica a favore della qualità e a scapito della quantità da immettere nel mercato. Per Ugolini il rispetto del prodotto e del consumatore è tutto. Stupisce anche il sio Valpolicella Classico Superiore che riposa in barrique per ben 24 mesi, anzichè 14 come quasi nella totalità delle cantine nella zona; ciò permette di avere un vino più equilibrato e anche più morbido dove la presenza dell’alcol si fa più vellutata, solitamente l’alcol in questo vino è più agressivo. Ci ha affascinato per la sua cura della vigna dove utilizza la tecnuca del biologico e solo prodotti omeopatici. Una cua che aumenta la qualità anche gustativa dei suoi prodotti. Che dire… grazie della tua presenza e dell’arricchimento che ci hai lasciato. Sicuramente a breve verremo a trovarti… Un cin cin a Giambattista Ugolini.

Lezione 1. Corso “Tecnica della Degustazione”. Analisi visiva.

L’aspetto visivo10461361_1467655636856409_4632360490158658559_n è quella fase nella degustazione tanto trascurata quanto importante. Da questa analisi grazie al comportamento liquido del vino nella roteazione e alla formazione di archetti e lacrime riusciamo a percepire la sua consistenza e il suo potere alcolico. Grazie alla presenza di anidride carbonica e quindi alla dimensione, persistenza e frequenza delle bollicine valutiamo finezza e campiamo anche il metodo di produzione. Grazie al colore riusciamo a capire lo stato di evoluzione del vino, qualcosa sulla tipologia, sul processo produttivo e sul territorio… Insomma, se eseguita con attenzione riusciamo a raccogliere una varietà di informazioni incredibili. Tecnica, attenzione nell’osservazione (visiva, olfattiva e gustativa) permettono di condurre analisi precise.

Serata informativa.

Mercoledì 24 settembre ore 21.00 si terrà la serata informativa dove verranno illustrati e presentati tutti i corsi per l’anno 2014/2015. Occasione oltre che per raccog10603298_1463407660614540_7689324411336611174_nliere le ultime iscrizioni, per conoscerci e bere un bicchire insieme.

Per maggiori informazioni: info@tastinglover.com

Olfatto, che difficoltà.

Rosa selvatica, biancospino, melone, acetone, zolfo, pesca e albicocca, minerale, tabacco, sottobosco, peperone, agave, menta,vino-olfatto liquirizia… Ingredienti per una ricetta speciale? No… Questi sono alcuni dei termini che si usano per descrivere un vino, e la domanda sorge spontanea… Stiamo descrivendo una bottega di paese o un vino? Spesso si ride e ci si estranea da queste descrizioni. E invece... saper descrivere un vino nei suoi sentori è importantissimo per capire se è secco o dolce, se è giovane o invecchiato, se è strutturato o semplice, se è alcolico o poco, ecc. I sentori servono appunto per farci capire questo. Ma la vera cosa importante è saper associare i sentori alle categorie di appartenenza. Alcuni esempi: se la frutta che si sente è riconducibile ad una frutta sotto spirito significa che il vino sarà alcolico e se non lo è o abbiamo sbagliato noi o è il vino ad essere sbagliato. E quindi se sentiamo della frutta sotto spirito è da escludere frutta fresca e acerba. Vedere un colore granato con sfumature aranciate significa che il vino è invecchiato o, tolto per qualche tipologia, il vino sarà ossidato o possibilmente da non bere.

Imparare a raccontare un vino significa saper connotarlo e capirlo.