Dal momento che ogni occasione è buona per prendere la macchina, o l’aereo, o il treno, o qualsiasi cosa mi permetta di viaggiare e vedere posti nuovi e, guarda caso, si stava avvicinando il weekend di San Valentino, le scusanti per un fine settimana fuori porta c’erano tutte, quindi ho ben pensato di prenotare un paio di giorni tra le montagne del Trentino Alto Adige.
Per la precisione io e mio marito ci siamo regalati un weekend a Fondo, nella splendida e leggermente innevata Val di Non.
Detto ciò, chiunque mi conosca sa bene che per quanto ami e apprezzi la natura, le passeggiate salutistiche e il relax che solo la montagna sa regalare, sa anche che il mio spirito di boy scout ha un limite e di sicuro non posso esimermi dal visitare una cantina vinicola locale, soprattutto se si tratta di un’eccellenza italiana.
La cantina in questione è Pojer e Sandri in località Faedo, una zona collinare tra la Val d’Adige e la Val di Cembra, accarazzeta dal vento proveniente dal lago di Garda, la famosa Ora del Garda, e dai venti più freddi che scendono dal Brennero, dalla Val di Non e dalle altre valli circostanti, che scontrandosi creano un micro clima tendenzialmente mite, perfetto per i vigneti, un tipo di coltivazione sulla quale nessuno, nel lontano 1975, avrebbe scommesso in quel particolare pezzo di terra.
Già, perché quando Mario Pojer e Fiorentino Sandri, i due titolari della cantina, iniziarono la loro avventura, era il 1975, nella zona di Faedo, a 600/700 mt. di altritudine, non vi era ombra di vigne, ma loro, con pochi soldi in tasca, addirittura prestati da genitori e nonni, e qualche idea in testa, ma di quelle buone, decisero di investire nel loro sogno. Leggi tutto “POJER E SANDRI: UNA “NATURALE” RIVOLUZIONE”
Di vino… in vino, a spasso per la Toscana.
Eccomi di ritorno dalla mini vacanza in Toscana, che di mini ha avuto solo la durata perché per il resto è stato un weekend non propriamente economico ma veramente soddisfacente, sia per le cantine visitate che per il cibo e, ovviamente, per il vino.
Ma comiciamo dall’inizio…data della partenza, sabato 5 dicembre, con tutta calma alle 9 della mattina, io e mio marito abbiamo imboccato l’autostrada, destinazione finale…Bolgheri !
Dopo un paio di pit stop per sgranchire le gambe e bere un caffé tonificante, siamo giunti nella patria dei Supertuscan, così denominati quei vini toscani che non rientrano nei parametri delle DOC o DOCG in quanto non utilizzano uve esclusivamente locali ma anche di taglio bordolese, un’idea nata dalla colalborazione tra il Marchese Mario Incisa della Rocchetta e l’enologo Giacomo Tachis, che vollero dare un nuovo slancio ai vini toscani conferendogli delle note internazionali. Leggi tutto “Di vino… in vino, a spasso per la Toscana.”
Sassicaia, tra mito e viaggio!
Poco meno di un anno fa, durante il corso di degustazione vini, per la prima volta sentivo nominare il Sassicaia, un vino italiano di una specifica cantina toscana, Tenuta San Guido, che ha una DOC appositamente riservata (DOC Bolgheri Sassicaia), ovvero tale denominazione può essere usata solo da questa cantina e solo per il suo vino corrispondente, la prima e unica denominazione ad essere ritagliata sulla proprietà di produzione di una specifica cantina.
Da quel momento, per noi corsisti, il Sassicaia è divantato leggenda, un pò come la storia della sua creazione dovuta al marchese Mario Incisa della Rocchetta che, negli anni ’20, sognava di realizzare un vino degno dei migliori Bordeaux, al tempo erano sinonimo di vini eleganti e « di razza ».
Dopo anni di tentativi ci riuscì, tanto che nel 1985 fu definito il migliore vino al mondo, ponendosi al top di svariate classifiche nel mondo, nonostante gli inizi non furono proprio floridi ossia i primi risultati rimasero in cantina perchè creduti non azzeccati e solo con l’invecchiamento si capì la potenzialità di questo vino.
Compleanno Tasting Lover!
Solitamente la felicità di un compleanno deriva dall’euforia della festa, per noi invece la felicità sta proprio nel festeggiare questo traguardo! Aver creato una community wine dove le persone arrivano per frequentare i vari corsi e poi entrano a far parte di questa grande famiglia è per noi un orgoglio. Questa famiglia contina a crescere e con essa la diffusione della cultura del vino. Si perchè la cultura quando è vissuta non è mai noiosa, soprattutto se si parla di vino. Il risultato maggioro ottenuto è stato quello della professionalità raggiunta: durante i festeggiamenti nessuno bevava ma tutti degustavano i vari vini che gli invitati hanno portato per tutti. Infatti communty wine è anche condivisione e ogni tesserato ha portato una bottiglia da far degustare a tutti. Buon vino si ma anche tanti cibi da divertirsi ad abbinare. Vogliamo cogliere questo spazio per poter ringraziare di cuore tutte le persone che sono venute e tutte quelle che fino ad oggi hanno creduto in questo progetto. Un progetto che parte lontano e con molta semplicità e, ci si augura, duri ancora molto nel tempo. Grazie anche di condividere i nostri valori che sono semplici: cultura del vino, condivisione, scoperta e divertimento. Grazie perchè alla fine… siete voi i veri tasting Lovers!
Con un vino puoi finire all’Inferno!
Si avvicina novembre, forse il mese più cupo di tutto l’anno, l’inverno e il freddo si avvicinano sempre più ma di sicuro non mancano le occasioni per festeggiare… e bere del buon vino.
E allora se i bambini prendono in prestito la festa americana di Halloween per mascherarsi e chiedere « dolcetto o scherzetto ? », gli adulti potrebbero consolarsi con un buon vino Inferno…tanto per stare in tema!
